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I Fuggiaschi - Tipperary / Proprio Lei (Vinyl) download full album zip cd mp3 vinyl flac

by Daigami

I Fuggiaschi A: Nulla Di Me B: Droga: Ciao! Ragazzi! Italy: CR 7" 0: I Fuggiaschi A: Tipperary (It's A Long Way To Tipperary) B: Proprio Lei: Ciao! Ragazzi! Italy: CR. 7" 0: I Fuggiaschi A: Alleluia B: Mah Se: Totem Italy: TO 1: 7" 0: I Fuggiaschi A: Gira Gira B: Saludos Amigos: Jolly Italy: J X I Fuggiaschi (/68) 45 giri - Mama Che Caldo/Io Che Giro Il Mondo (Clan, Don Backy e I Fuggiaschi) - Tipperary / Proprio Lei (Ciao! Ragazzi). Nov 23,  · CR Lato B. This video is unavailable. Watch Queue Queue.

Freccia Nera, Lettore, Nur… cercano di fermare la nuova arrivata. Il debutto di una nuova, straordinaria serie inumana! Secondo, devastante appuntamento con la minisaga Nemico pubblico II… ed entrano in scena lo S. Le mani e gli artigli di X-Laura si bagnano del sangue di tanti innocenti! Cosa escogiteranno gli X-Men per fermarla?

Sempre nella formula mensile 80 pagine a colori! Goblin vive! Il meglio del Tessiragnatele dal ad oggi in un volume stupefacente! Ripercorrete la carriera di Spider-Man, dalle origini ai giorni nostri! La saga che ha trasformato gli Avengers… per sempre! Queste sono le Guerre Segrete che non avete mai letto. Cosa succede se una scimmia cosmonauta finisce in mezzo a un branco di scimmie di montagna?

Tornano le avventure giovanili di Thorgal, il giovane vichingo dai capelli corvini trovato in una capsula spaziale nel mare in tempesta. Il Sergente Kreel e i suoi assaltatori hanno abbordato la Harbinger. Parte anche il giro ciclistico di QuackTown con PP8! Topohighlights: Vitaliano, Gula e Zio Papperone devono ricominciare tutto da zero e lo fanno… vendendo bolle di sapone. Un grande ritorno nella storia guest di questo numero: Paperinik contro Mister Trasf, scritto e disegnato da Julian Jordan.

Una chicca scritta e disegnata da Enrico Faccini: Paperino e lo splendido persiano… assieme a una medaglia da collezione! Inoltre, Topolino e il ritorno della spia poeta… e una medaglia da collezione! Tito Faraci, Sio e Marco Bolla nello spirito dello storico Ridi Topolino, e si mettono al timone di un nuovo, assurdo in senso buono!

Accreditati studi storici provano che, nel d. E che il suo discendente Azure Blue rischia persino di diventare imperatore del Nord America! Grazie a due eccezionali avventure, di Barks e di Don Rosa, si scopre che cosa succede quando Paperino e famiglia si scontrano con Azure Blue e con il suo complice Sharky, avvocato di pessima fama.

Azione, avventura, colpi di scena e colpi bassi. Ma soprattutto brividi, nelle gelide acque del Nord. Panini SpA - Mensile n. Un Paperino detective per le parole di Alberto Savini e le matite di Claudio Sciarrone: Paperino e il furto della fontana. Tornano il Dipartimento 51, il generale Wisecube e il neo-generale Westcock… e gli immancabili Evroniani!

Grandi sfide contro un grande nemico: Topolino e il suo grande avversario Macchia Nera! Storie di Topi e Paperi tutte da ridere! Con il secondo volume della nuova collana Tesori Made in Italy, continua la raccolta celebrativa in sei volumi di cinquanta storie del Maestro Giorgio Cavazzano. Il sinistro Hyoe Satori ha invitato molti criminali nella sua villa per un party a base di… vendetta e morte! Yukine, incapace di accettare la sua nuova condizione, sta per oltrepassare il limite e Yato sopporta a stento la conseguente corruzione.

Del resto, dio e strumento divino sono una cosa sola…. Sono due le parole chiave nella vita di un investigatore: indagini e… sparatorie! Se poi gli scontri non sono a base di pallottole ma di poteri straordinari, otterrete un numero adrenalinico! Quando suona la tua ora, non puoi far altro che ballare la tua ultima danza…. Conclusa la guerra, Gaara deve fare i conti con la crisi in cui versa il Villaggio della Sabbia, che ha patito notevoli perdite.

Solo nelle migliori fumetterie potrai trovare il numero 1 a euro 1,99, il numero 2 a euro 2,99 e il numero 3 a euro 3,99! Cosa non facile considerando che lui pensa solo alla pallacanestro! Due trentenni che i genitori vorrebbero vedere accasati. Due trentenni che reagiscono in modo inaspettato…. Impossessatesi di essa, vengono attaccate da. Solo in fumetteria. Fratelli adottivi. Amici per la pelle. Menti brillanti. Finalmente disponibile nel formato tankobon, identico nel formato alla serie pubblicata da Star Comics, uno degli speciali di Jojo interamente a colori, scritto e disegnato dal maestro Hirohiko Araki.

Ma fino a quando? Il primo volume presenta i primi 10 albi originali del classico dei classici Tales from The Crypt da tempo esaurito. Rispetto alla precedente pubblicata daquesta nuova edizione presenta per la prima volta tutti i racconti e le rubriche presenti nella collana originale e un ricco apparato critico a fondo volume.

Si chiudono le avventure di H. Pacifico, Nel frattempo, un bombardiere B, che trasportava un carico misterioso, scompare nel bel mezzo del Pacifico. Tre generazioni di Vaillant sono in stato di shock.

Roy Nash, un ex rapinatore, esce finalmente di galera dopo anni. Sette albi raccoglieranno i 14 episodi della serie originale. La dottoressa Frieda Boher costruisce un mostro meccanico fatto di pezzi di cadaveri per soddisfare i suoi appetiti necrofili.

Per questo motivo gli Ippo decidono di affidarsi a una trovata pubblicitaria: riempire il loro negozio di enormi palloni colorati per farsi notare anche da lontano…. I lettori ci avevano chiesto a gran voce di pubblicarlo, e li abbiamo accontentati! Maggio Il consiglio comunale di Cesena decide nel di abbattere Palazzo Spada per edificare il Teatro civico.

A cucire insieme queste storie, due strane ragazze dal look contemporaneo. Una nuova generazione di creativi si abbatte sul Fumetto italiano. Vive nel sud della Francia con sua moglie e i suoi bambini. Guy Delisle. Trasmettere al maschietto di casa il proprio amore per Warcraft ii, mettere al tappeto la nemesi della figlioletta, sopravvivere alle riunioni con gli insegnanti e all'idiozia di un altro pater familias affetto da alitosi Quinto volume della collana Dino Battaglia.

Zula Hendirks e Davis sono in procinto di affrontare la minaccia xenomorfa, proprio nel momento in cui una squadra di colonial marines sta per catturare un esemplare in una stazione di rifornimento persa nello spazio profondo. Un incubo a occhi I Fuggiaschi - Tipperary / Proprio Lei (Vinyl).

Appassionato di gatti e di pizza, si trova alle prese con una nuova avventura, che si situa dopo gli eventi narrati nei due romanzi di Douglas Adams, ma prima del trasferimento del detective olistico in California. Il secondo volume della serie che getta un ponte tra i romanzi di Adams e la serie tv creata da Max Landis e trasmessa da Netflix. Ma dove sono finiti? Il momento della resa dei contri e della gloriosa Guerra Viltrumita di avvicina, ma i nemici non hanno alcuna intenzione di lasciare un attimo di respiro a Invincible, a Omni-Man o a Eve.

Il figlio di Trick sta cercando di portare a termine il suo piano, ma ha bisogno di Jackson T. Anzi, ha bisogno della sua morte. Osamu Tezuka Alabaster vol. Ormai prigioniero del suo nuovo e mostruoso aspetto, inizia a mettere in atto propositi di vendetta che, a lungo covati, hanno assunto la forma di una delirante dichiarazione di guerra contro la bellezza.

Osamu Tezuka Ikki Mandala vol. Ora sta a Marty ritornare nel passato ancora una volta per salvare Doc e il continuum spazio temporale! La divisione Black Badge dei Marshal combatte da decenni le minacce soprannaturali.

Tra vampiri, sostanze mortali e mostri senza nome forse i pericoli maggiori sono sempre gli esseri umani. Furto invisibile di L. Ferraresi, T. Faraci, E. Facciolo, P. Tani, M. Diabolici amanti di M. Gomboli, P. Martinelli, E. Facciolo, F. Paludetti, B, I Fuggiaschi - Tipperary / Proprio Lei (Vinyl). Una torbida scia di morte coinvolge i componenti di una vecchia jazz band. Segreti seppelliti nel passato che oggi tornano a galla pezzo dopo pezzo.

Il contratto — La caccia di M. Gomboli, T. Faraci, G. Palumbo, G. Giardina, E. Pierpaoli 17x26, B, 64 pp, col. La maschera e il volto di M. Di Bernardo, 16,5x21, B, pp, col. Giussani, F. Bozzoli, S. Alcuni incendi portano la firma di un gruppo terroristico, e su Clerville incombe una terribile minaccia. Lavora presso una gelateria, vessata e sfruttata dal capo, vive da sola senza aiuti da parte dei genitori assenti. Anche dopo 10 anni i suoi sentimenti non sono mutati. New England, Diciannovesimo secolo, due fratelli inventano astrusi strumenti musicali costruiti con carcasse di animali.

Gli interpreti delle storie raccolte in questo titolo sono i contrattempi inaspettati che attendono i nostri personaggi in occasione di una vacanza. In questo volume, che ha come tema la fantascienza, sono narrate avventure di alieni e viaggi nello spazio.

Tredici storie hardcore per gli amanti del genere! Bariste, segretarie, atlete, insegnanti, infermiere Dopo molti libri, film e serie tv Astorina e Oscar Ink Mondadori pubblicano la prima graphic novel sulla figura di Pablo Escobar. E sta per sposarsi. A bordo di un mini sottomarino, va a incontrare gli abitanti del mare. Naturalmente, assieme al cagnolino! Una razza in lutto. Una manciata di traditori. Una banda di ladri.

E Sophie! Inizia nel con Newt Scamander che ha appena terminato un viaggio in giro per il mondo per cercare e documentare una straordinaria gamma di creature magiche. Le DC zuper Hero Girls stanno arrivando! Prima si nega ai giovani un accesso al reddito, poi li si bolla come sfigati e mammoni che mendicano un posto fisso.

Di preti e pedagoghi aggratis ne abbiamo abbastanza! Limpero della mente Lidia Riviello In piedi in rivolta il cane preso d'assalto. Ristabilire il principio naturale del ritorno a casa. A Castellammare senza portoni una disfatta generale il vento ha tracciato il sogno del cane un abbrutimento generale quello delle menti Jan Fabre, Chapter X,bronzo, photo Pat Verbruggen copyright Angelos. Bisogna scegliere da che parte stare. Quali sarebbero i vantaggi che i giovani traggono dal governo Monti?

E soprattutto: ci sono dei vantaggi? Stando alle inchieste condotte nelle universit e nei luoghi della precariet si scopre che in realt ai giovani non piace molto n la natura n la tecnica del governo Monti.

Gli esperti come il vice-ministro Martone sembrano un po troppo sfigati per arrogarsi il compito di indicare una via di uscita seria dalla crisi. Una buona percentuale di giovani poi intimamente convinta che la crisi andr fino in fondo, dato che allo stato attuale il capitalismo non pi in grado di promettere una vita migliore a nessuno.

Il meccani4. Lidea che i propri desideri e le proprie aspirazioni non vengano prese in considerazione risulta alla maggior parte insopportabile chiss perch!

Buona parte degli interpellati, infine, esprime interesse, attenzione e viva preoccupazione per la riforma del mercato del lavoro proposta dal ministro Fornero. Indaghiamone le ragioni. Se pure suscita una certa fascinazione lipotesi di una introduzione del contratto unico dingresso Cuiutile a ridurre le svariate forme contrattuali cui sono sottoposti i precari, uninorridita indignazione prodotta dallintenzione di utilizzare a tal fine listituto dellapprendistato.

Le recenti proposte di regolamentazione in materia porterebbero a termine quanto avviato dalla legge Biagi e rilanciato nella legislatura precedente da personaggi del calibro di Sacconi e Meloni. Tre anni di prestazioni scarsamente retribuite durante e dopo le quali il lavoratore di. Dunque totale. Una disfatta che parte dalla testa. Un bambino adotta il principio naturale senza cane e vince una caramella. Depone sulle mani del nonno il miele non profuso uno spettacolo disgustoso.

Ma il cane salvo altrove lontano dalle fabbriche, dalle case dai negozi dalle aggressioni al gioielliere dalla statale, dalle banche.

Dalle uova d'uomo d'acciaio, dalle vene di un polso duro. Il cane sul pendo. Un caso di rivolta. Lilliburlero In marcia verso la catastrofe, ordinati Federico Campagna orrei cominciare con unimmagine.

Una scena del film Barry Lyndon, diretto da Stanley Kubrick. Sullo sfondo nebbioso di una campagna europea del XVIII secolo, la voce fuori campo introduce lavanzata delle giacche rosse inglesi contro la retroguardia francese, asserragliata in un frutteto. Secondo lo stile militare dellepoca, la fanteria marcia lungo il prato, in file orizzontali e parallele.

I francesi sono disposti anchessi in file, le prime inginocchiate, le seconde in piedi, le terze pronte a ricaricare i fucili. Lavanzata lenta, estenuante, al suono dei flauti che intonano il Lilliburlero.

Come direbbe il personaggio di Vincent Cassel in una banlieue di vari secoli dopo, il problema non la caduta, ma latterraggio. E qui, latterraggio e la caduta quasi si fondono. I fanti inglesi avanzano, a passi cadenzati.

Le truppe francesi restano immobili, prendono la mira. I fanti mantengono il passo. I francesi attendono lordine dei superiori. I fanti proseguono. Lordine arriva. Le prime file della fanteria inglese cadono decimate. Le seconde file, imperturbabili, prendono il posto dei caduti. Le truppe francesi ricaricano i fucili. Il prato si riempie di cadaveri vestiti in divise rosse. Le terze file si fanno avanti di nuovo. La marcia prosegue, lentissima. Guardando questa scena non ho potuto che pensare al futuro che ci attende.

La marcia lenta, ma inesorabile. I ristoranti e gli aeroporti sono ancora pieni, come diceva Berlusconi. I fucili nascosti nel frutteto hanno appena iniziato a sparare.

Le prime file sono cadute, ma, si sa, nelle prime file ci va da sempre la carne pi a buon mercato. Alla prima raffica sono saltate le pensioni, sono arrivati gli accordi di Pomigliano, sono finiti i soldi per le scuole e le universit, sono affondati i barconi dei migranti.

Ma il silenzio che segue, interrotto dai flauti lontani di chiss quale marching band, sia quella di Benigni o di Jovanotti, nasconde il suono del ricaricarsi dei fucili. Le seconde file prendono il posto dei caduti. I disperati di Pomigliano firmano gli accordi, i lavoratori accettano di buon grado la riforma necessaria delle pensioni, gli studenti si bevono lo sciroppo della meritocrazia e dellautopromozione, i migranti si alzano alle cinque del mattino per raccogliere i pomodori.

E intanto i fucili si ricaricano. E questa volta mirano ad altezza uomo. Basta guardare quello che accade in Grecia, dove per la prima volta sono stati utilizzati i corpi speciali dellEurogendfor, la polizia militare europea creata appositamente per affrontare emergenze di ordine pubblico e non sottoposta ad alcuna legislazione nazionale. Oppure in Inghilterra, dove le rivolte del proletariato consumista dello scorso agosto sono state affogate nei poteri speciali dati alla polizia e in un mare di sentenze punitive che hanno mandato in carcere quasi quattromila persone.

Come cantava la band il Teatro degli Orrori, nel terzo mondo fanno finta di vivere in democrazia. E la terzomondializzazione dellOccidente un fatto ormai conclamato. Le affinit con il passato recente di molti Stati africani, asiatici e sudamericani sono ormai evidenti.

Non solo la marginalizzazione economica e sociale, ma soprattutto lespropriazione forzosa dei meccanismi democratici da parte di organi come lFmi o la Bce rimbalzano in eco rapidissime tra la Grecia e il West Africa, tra lItalia e il Sud-Est Asiatico, tra lIrlanda e le Ande. Come notoriamente accade nelle metropoli brasiliane, il paesaggio europeo va sempre pi configurandosi come un deserto chiazzato di oasi, in cui la mi.

Pi che come desiderio di potenza, dunque, stiamo parlando oggi della tecnica come obbedienza. E cos torniamo alla scena di Barry Lyndon da cui siamo partiti. Lo spirito del presente, quello che anima i tecnocrati e le loro legioni di simpatizzanti, lo stesso che muove le gambe dei fanti in marcia lungo il prato, in noiosa processione verso il massacro.

La disciplina militare che informava i movimenti dei cadaveri in divisa del diciottesimo secolo si rivela oggi come disciplina delleconomia capitalista. In marcia verso la catastrofe, ma ordinati. E non c dubbio che nellordine, in quello intimo della marcia e in quello apocalittico di chi attende la venuta di un potere giusto, ci sia qualcosa di pacificatorio, di confortevole. Verso la morte, certo, ma pur sempre danzando, tenendosi tutti per mano.

We are all in this together, no? A quali danze stavano pensando i fanti inglesi di Barry Lyndon, mentre marciavano al ritmo delleroismo immemorabile? Probabilmente a quelle delle locande, al suono di qualche violino sgangherato, tra le braccia delle donne del paese, o delle prostitute, o in quelle ubriache luno dellaltro.

Mentre marciavano, con il pensiero i fanti fuggivano indietro nelle locande fumose, si perdevano in altre danze, pensavano al ballo della diserzione. Proviamo a seguire la deriva dei loro pensieri, a seguire la deriva del pensiero dei nostri predecessori sul nostro stesso cammino.

E disertiamo, allora! Con lesempio della loro diserzione, channo ricordato innanzitutto come dietro le file di martiri coscritti in fuga, ci siano sempre le retrovie di altri coscritti, ugualmente svogliati, ma pronti a obbedire agli ordini dei generali e a dare la morte ai disertori. I loro sorrisi sdentati, cos simili ai nostri, cos tristi, che a suo tempo tanto commossero Pasolini, non renderanno le loro baionette meno obbedienti o meno letali. Alcuni di noi, forse i migliori, si fermeranno a discutere con loro, magari pure a combattere contro di loro.

Questi saranno i riformisti, nel senso migliore del termine. Gli anarchici riformisti, coscienti del fatto che, da sempre, il conflitto fonte di diritto.

Cos stato per esempio nel XIX e XX secolo, in cui le lotte sociali e il conflitto dei lavoratori hanno portato a modificazioni sostanziali dei sistemi di legge. Ma oggi, queste brigate ottimiste convinte che ci sia ancora la possibilit di cambiare da dentro il passo della danza dello Stato e del capitale, credo saranno davvero in poche. Gli altri, tanti altri, stanno invece gi guardando pi in l, oltre la ribellione, verso lorizzonte a cui si rivolge la pura e semplice fuga.

Come i fanti in divisa rossa, questi nuovi fuggiaschi si perdono col pensiero nel fumo di altre danze, di altre locande. E appena possono, con i mezzi che hanno, cercano di ricrearle. Ma saranno davvero gli accampamenti di Zuccotti Park o di piazza Tahrir le nostre locande del futuro, in cui potremo rifugiarci, in cui potremo ballare gli uni con gli altri, al suono di una musica che non trascina verso la morte?

Parallelamente allascesa globale di paesi in via di sviluppo come il Brasile, il vecchio occidente andato via via regredendo, sprofondando a sua volta nel vortice di contraddizioni tipico della via dello sviluppo capitalista. Siamo ormai un intero mondo in via di sviluppo, bloccati in un procedere senza progresso, in un tunnel in cui, come dice iek, c s una luce alla fine del buio, ma probabilmente quella di un altro treno lanciato a tutta velocit verso di noi.

E dunque, in tutto questo, che fare? Dovremmo davvero, come spesso implicitamente suggerisce iek, attendere la fine dei tempi, aspettare larrivo di un immenso potere calato dal cielo che punisca i malvagi e premi i buoni?

Bisogna stare attenti, perch lultima volta che stata adottata una tattica del genere durante una crisi di dimensioni paragonabili a quella attuale, nella Germania caricata di debiti del primo do5. Il desiderio di un potere sovrumano che arrivi a mondarci dalla lordura del presente vive ancora nel cuore di molti, a destra come a sinistra dello spettro politico. Ma mentre a destra tende a sfaldarsi in un populismo ancora in fasce, a sinistra va coagulandosi attorno al culto di untuose figure sacerdotali: i tecnocrati.

Dopo la fine della borghesia come corpo sociale composto di corpi fisici, della borghesia rimasto solo lo spirito pi abietto. Lo spirito malevolo della tecnica, che sarebbe troppa grazia far risalire a nobili tradizioni quali quelle rinascimentali e illuministe. Lo spirito della tecnica quello che dallalba dei tempi anima lartigiano il mattino dopo una sbronza colossale, quando le sue mani fabbricano sedie senza nemmeno dover svegliare un briciolo della sua sapienza.

Verifica dei poteri Unione Europea, un modello senza democrazia Alberto Lucarelli. Le continue mediazioni e negoziazioni, prive di ununivoca chiave di lettura, anche e soprattutto nelle sue scelte di fondo di politica economica, non hanno espresso n un modello economico, n tanto meno un modello sociale, recidendo la tradizione weimariana dello Stato sociale, rifacendosi piuttosto al binomio libert-solidariet, in larga misura gi presente nella tradizione tardo ottocentesca dei Paesi dellEuropa occidentale.

Inoltre, nel passaggio dallEuropa monetaria allEuropa che aspira ad avere una sua dimensione politica, n la rappresentanza istituzionale Parlamento europeon il cittadino, anche attraverso forme pi o meno strutturate, hanno avuto un giusto grado di coinvolgimento.

Si realizzato un netto distacco tra Stato-apparato e Stato-comunit causato non soltanto dallinesistenza di un popolo europeo, ma soprattutto dallinesistenza di modelli democratici rappresentanza-partecipazione in grado di esprimere una cittadinanza europea articolata intorno a uno spazio di decisione propria. Un processo tecnocratico dintegrazione che, ben lontano dal recepire le reali esigenze e istanze delle popolazioni coinvolte, ha piuttosto configurato un modello di postdemocrazia, nel quale il progetto di unit politica, nella sua articolazione e nel suo sviluppo, continua a ruotare, in prevalenza, intorno agli esecutivi, agli apparati burocratici, alle lobby, ignorando i modelli della democrazia partecipata e della democrazia della prossimit.

La peculiarit di tale processo, lontano o comunque eterodosso rispetto alle nozioni classiche di partecipazione popolare e di rappresentanza democratica, sembrerebbe caratterizzare un assetto politico-normativo distante dagli archetipi della tradizione giuridica.

Si nutrono, inoltre, forti perplessit in merito al ricorso a strumenti, quali il referendum confermativo, che potrebbero facilmente scivolare su declini plebiscitari e assembleari, che poco hanno a che vedere con la partecipazione politica e in senso pi ampio con la democrazia diretta. Tuttavia, pur in un quadro fortemente caratterizzato dagli assetti autoritari burocratici, qualche segnale di valorizzazione delle istanze partecipative si avvertito negli ultimi anni.

Il Trattato di Lisbona introduce nel Tfue il titolo II Disposizioni relative ai principi democratici che contiene gli artt. Viceversa, si costruirebbe un modello formale di democrazia della rappresentanza privo della sua linfa naturale e comun.

Il deficit democratico, al quale poi non pu non essere collegato il deficit sociale, potrebbe essere superato soltanto se si arriver alla configurazione di una sfera pubblica europea, nella quale si radichi un processo che valorizzi gli istituti della democrazia della partecipazione e della rappresentanza.

Una democrazia del comune che si contrapponga al binomio sovranit-propriet, a una repubblica della propriet fondata su una sovranit autoritaria e unidea di propriet espressione di una concorrenza a tratti selvaggia. Stento a concepire uno Stato sociale europeo calato dallalto, asettico e burocratico, che odora soltanto di norme formali, privo delle tensioni tipiche e necessarie per la conquista di certi traguardi e obiettivi.

Com possibile parlare di un modello sociale europeo in presenza di una cos debole cornice della rappresentanza, della partecipazione e quindi del conflitto? Se questo passaggio non dovesse avvenire si continuer a rimanere su un piano tecnico di organizzazione del potere e di distribuzioni delle funzioni e, per parlare realmente di diritti e di loro tutela, occorrer ancora spostarsi nellalveo rassicurante delle Costituzioni dei singoli Stati membri, la cui tenuta per messa costantemente in pericolo dallo stesso diritto comunitario.

Si pensi in particolare alle c. Costituzione economica con la quale si era avuto il coraggio di rompere il binomio libert-solidariet su di un piano orizzontale di equilibrio e di porre leguaglianza sostanziale e il diritto dei lavoratori in una posizione di assoluta rilevanza. Per agevolare tale processo, oltre a porre il Parlamento al centro della funzione di determinazione e attuazione dellindirizzo politico, rafforzando la costruzione di un cos detto principio di legalit europeo, nel quale possa trovare fondamento giuridico lazione del Consiglio dei Ministri e della Commissione occorre rendere effettivi gli artt.

Non credo che la partecipazione politica possa esaurirsi in dichiarazioni di principio quali quelle contenute nellart. Tali disposizioni sembrano configurare pi modelli di rappresentanza di interessi individuali e confusi, tipici del comunitarismo o del lobbismo, piuttosto che una rappresentanza sociale strutturata, o comunque non sembrano affermare chiaramente il diritto di partecipazione, quale strumento veramente in grado di interloquire, influenzare e controllare il processo decisionale.

L et dellansia per il ceto medio In Francia e in Italia Andrea Inglese Tema del giorno in Francia ma non solo La Francia entrata da ormai un paio di mesi in quelleffervescenza tipica delle campagne presidenziali.

Lintera macchina mediatica macina temi vecchi e nuovi, fattacci dattualit e spettri ideologici ricorrenti, nodi politici reali e miti nazionali intramontabili. Tra i leitmotiv prediletti, quello del declino delle classi medie risulta particolarmente malleabile e permette di essere declinato secondo i vocabolari ideologici pi diversi, da quello socialista a quello del Fronte nazionale.

Le classi medie fungono cos da oggetto di dibattito, ma anche da interlocutore privilegiato di tutto lo scacchiere politico francese, generando una vera e propria concupiscenza da parte dei candidati alla presidenziale, che sono pronti a legare a esse il loro destino politico.

Il protagonismo mediatico di quello che in Italia viene chiamato il ceto medio non certo una prerogativa francese. Dagli Stati Uniti allEuropa, la salute di questa classe sociale ha guadagnato sempre maggiore centralit nel dibattito pubblico, proprio nel momento in cui la classe operaia non tanto si estingueva, ma spariva semplicemente di scena, portandosi dietro le sue nuove difficolt e sofferenze.

Il dramma della classe media, per, nasce allinsegna di una confusione tra condizioni reali e proiezioni immaginarie, come testimonia uno dei pioneristici studi sullargomento, The shrinking middle class: myth or reality? Questa distinzione pu introdurla solo un discorso proveniente dallambito delle scienze sociali, che sia in grado per di imporsi anche al di fuori della ristretta cerchia di specialisti, giungendo a condizionare I Fuggiaschi - Tipperary / Proprio Lei (Vinyl) dibattito pubblico.

Da questo punto di vista, la Francia risulta essere un caso pi felice dellItalia, dove il divario tra saperi disciplinari e doxa giornalistica pare essere una condizione ineluttabile.

I francesi, infatti, non solo continuano a produrre una gran quantit di studi storici, sociologici, politici sul loro paese, ma sono anche capaci di trarre da questo materiale conoscitivo spunti importanti per una critica delle opinioni correnti. I due tempi delle classi medie In tutto lOccidente, le classi medie hanno svolto il ruolo di grande promessa nel processo di democratizzazione.

Alla fine degli anni Ottanta, Sylos 6 Labini1, nel suo ampio studio sulle classi sociali, constatava in tutti i paesi capitalistici avanzati una rapida crescita assoluta e relativa delle classi medie, che costringeva a ripensare la tesi del bipolarismo classista, sottolineando invece una positiva tendenza egualitaria.

Ma da buon socialista riformista come lui stesso si definiva lautore ricordava come tale tendenza non riposasse su un processo automatico, ma richiedesse piuttosto sforzi duri e incessanti. Con la fine del comunismo, i pi disinvolti apologeti delle democrazie liberali hanno rimpiazzato gli sforzi duri e incessanti con un pi gradevole e rassicurante disegno teleologico, che conducesse a una societ mono-classe, in cui il ceto medio fosse destinato a ingrandirsi indefinitamente, assottigliando sempre pi i poli estremi della grande borghesia e della classe operaia.

Se le classi non scomparivano del tutto, almeno sarebbe scomparsa quella stratificazione palese, che sollevava lo scandalo della disuguaglianza e dei destini sociali predeterminati. Diventando numericamente irrilevante tanto il gruppo dei primi quanto quello degli ultimi, il ceto medio acquisiva i caratteri delluniversalit, occupando placidamente tutta la scena.

Che le cose non andassero proprio in tale direzione non si aspettata la crisi finanziaria statunitense e quella del debito sovrano europeo per capirlo. Se prendiamo il caso della Francia, probabilmente intorno ai primi anni del nuovo secolo che si moltiplicano gli annunci di un declino conclamato delle classi medie.

Una sommaria rassegna delle inchieste dedicate allargomento dal in poi rivela un vero e proprio climax apocalittico: Classi medie: langoscia di una generazione le Figaro,Classi medie: la crisi Le Nouvel Observateur,La crisi degli alloggi colpisce anche le classi medie La Tribune,Lo smarrimento delle classi medie Le Monde,Classi medie: il crollo Le Point,Salviamo le classi medie Enjeux Les Echos,Le classi medie in via di proletarizzazione Marianne, Nellarco di un decennio, le belle speranze nei confronti del processo inerziale di democratizzazione hanno lasciato il passo a un susseguirsi di Al lupo!

Al lupo! Prove di realt Ora, proprio nel momento in cui le classi medie sembrano unanimemente costituire le vittime pri. Questo libro non solo invita a distinguere tra realt effettiva del declassamento e paura del declassamento, ma anche mette a nudo le mistificazioni che intorno a tale paura si sono costruite.

Prendendo in esame diversi parametri tasso di disoccupazione, salari medi, rendimento dei titoli di studio sul piano lavorativo, mobilit verso lalto o il basso della scala sociale, opportunit di ascensione sociale rispetto ai genitori, situazione abitativagli autori constatano una fondamentale tenuta delle classi medie, a fronte di un peggioramento reale delle condizioni desistenza dei ceti popolari. Le classi medie, insomma, non solo non stanno peggio di prima, ma rispetto sia ai ceti popolari sia alle classi superiori liberi professionisti, dirigenti, manager ecc.

Esistono anche per loro inedite fonti dincertezza e pericolo, ma queste non giustificano la posizione vittimistica che tendono ad assumere nel discorso pubblico. Chi pi ha subito gli effetti della trasformazione del mercato del lavoro, prima, e della crisi, poi, sono i ceti popolari, esposti alla povert e allesclusione sociale. Quella povert ed esclusione, che lattuale sistema di welfare mira a contenere, non certo a prevenire.

Le politiche sociali, in Francia, piuttosto che promuovere lestensione verso il basso degli standard di vita e sicurezza delle classi medie, intervengono oggi a tamponare una condizione di marginalit gi radicata.

Ed su questo punto che i due autori, nella conclusione, prendono posizione, formulando proposte politiche concrete. Le Monde dedicava a gennaio un paginone centrale al libro di Goux e Maurin, imponendo una revisione critica del topos del declassamento generalizzato.

Inoltre, Les nouvelles classes moyennes uscito per una collana tascabile, a larga diffusione e con un prezzo molto accessibile. A dimostrazione di quanto gi accennato in precedenza: nel dibattito pubblico francese sono mobilitate anche le risorse conoscitive e critiche delle scienze sociali4.

Se ci non sufficiente, di per s, a neutralizzare le propagande politiche basate sulla paura e sul risentimento, contribuisce almeno a riproporre periodicamente unimmagine della societ pi precisa e articolata, fornendo anche a un pubblico non specialistico degli strumenti indipendenti di giudizio.

Vale giusto la pena di ricordare che, nel in Italia, a firma di Massimo Gaggi giornalista del Corriere della Sera e Edoardo Narduzzi manager hi-techusciva per Einaudi un accattivante libretto, La fine del ceto medio e la nascita della societ low cost. In esso, gli autori spiegavano come leguaglianza verso il basso, paventata da Sylos Labini ventanni prima, fosse in realt un accettabilissimo obiettivo, e che, defunto definitivamente il ceto medio, si faceva largo una fantomatica classe della massa.

Neppure da noi studi seri su argomenti simili mancherebbero. Penso, ad esempio, a un libro uscito nel per il Mulino, Restare di ceto medio, a cura di Nicola Negri e Marianna Filandri.

Libro che, per altro, conferma anche per lItalia la tenuta del ceto medio, e nello stesso tempo la nuova fase critica che si sta aprendo. Si legge, nelle conclusioni: Per rapporto alla fase di crescita dei primi tre decenni del dopoguerra ci sembrato allora corretto parlare di una crisi delle condizioni di costruzione di una societ di ceto medio in assenza di cedimento della classi medie.

La differenza con la Francia riguarda un aspetto diverso. Restare di ceto medio sembra destinato fin dalla sua pubblicazione a rimanere materia per i soli addetti ai lavori. Costa il doppio del volume francese. Difficilmente ha fatto o far sentire la sua voce nel dibattito pubblico. La medesima malattia, il Dutch desease, che dal primo dei due paesi ha preso il nome.

La correlazione non intuitiva per le differenze che, strada facendo, si sono manifestate nel suo decorso. LOlanda guarita. Forte dellesperienza olandese, la Norvegia riuscita per tempo a immunizzarsi. In Nigeria, come in altri paesi estranei al club di quelli ricchi, si viceversa cronicizzato. Se la scienza economica si fosse sviluppata con qualche secolo di anticipo, la malattia sarebbe arrivata a noi con la denominazione di enfermedad espaola, scelta per descrivere in modo analitico il declino della Spagna a partire dallultimo scorcio del XVI secolo per effetto dellafflusso massiccio doro e dargento dalle Americhe.

Anche ai tempi nostri alle origini del male troviamo limprovvisa abbondanza di una risorsa mineraria: il gas in Olanda, il petrolio e il gas in Nigeria. Allinizio degli anni Sessanta i Paesi Bassi erano una delle nazioni economicamente e socialmente pi progredite, per di pi convinta di avere vinto un terno al Lotto: la scoperta, neldi un gigantesco giacimento di gas naturale a Slochteren, che la trasform in uno dei maggiori esportatori di questo combustibile.

Conseguenza del tutto inattesa, leconomia olandese entr in crisi. Lafflusso di valuta pregiata port a una sopravvalutazione del fiorino olandese, con il conseguente crollo delle esportazioni e aumento dellimport; situazione aggravata dallinflazione dovuta alla maggior quantit di denaro messa in circolo, che a sua volta contribu a rendere ancor meno competitive le imprese nazionali.

Inevitabili il fallimento di diverse aziende e la crescita della disoccupazione. Un paese da secoli nel novero di quelli capitalisticamente pi avanzati secondo Braudel furono gli olandesi a inventare le societ multinazionalidove oltre tutto il business del gas era gestito da Gasunie, una societ ad hoc partecipata da Exxon, ma anche dallanglo-olandese Shell e dallo stesso governo olandese, per curare la malattia invent uno strumento che avrebbe fatto scuola.

Una parte dei profitti venne tolta dalla circolazione e conferita a un fondo sovrano per investimenti allestero. Anche in Norvegia giov non poco il controllo pubblico delle societ coinvolte nellattivit estrattive, ma in entrambi i paesi la scelta di segregare una parte della ricchezza prodotta fu agevolata dal relativo benessere della stragrande maggioranza dei cittadini.

Il Dutch desease venne cos debellato con una terapia che contribu non poco a diffondere nel mondo i germi di quel capitalismo finanziario di cui oggi stiamo pagando I Fuggiaschi - Tipperary / Proprio Lei (Vinyl) effetti. La Nigeria rappresenta laltra faccia della medesima medaglia.

Innanzitutto non una nazione, cio il prodotto di vicende storiche principalmente autodirette, ma uninvenzione del colonialismo britannico, che ha aggregato gruppi etnici diversi per religione e linguaggio, accumunati solo dalla cultura tribale. Oltretutto diventata indipendente solo nelper di pi quattro anni dopo linizio dellattivit petrolifera, quindi col Dutch desease congenito. Ovviamente il decorso fu analogo a quello olandese.

La Nigeria era caratterizzata da un settore agricolo relativamente sviluppato, che rappresentava principale voce dellexport: il boom del petrolio in pochissimi anni lo port al collasso.

Oggi il paese importare netto di prodotti alimentari. La ristretta, ma efficiente, burocrazia pubblica, uno dei pochi lasciti positivi del colonialismo britannico, venne rapidamente corrotta dal flusso di denaro piovuto sul paese.

Lodierno progrom di matrice confessionale solo il sintomo esteriore del conflitto sulla distribuzione della rendita petrolifera, con il Nord a prevalenza musulmana, privo di questa risorsa, convinto di essere penalizzato dal Sud a maggioranza cristiana. Un conflitto che nel corso dei decenni ha assunto le forme pi disparate. La pi clamorosa, nelfu la secessione della regione sudorientale, il Biafra, sconfitto dal nord dopo tre anni di guerra civile e pi di tre milioni di morti.

Poco importa che la maggioranza della popolazione nelle zone ricche di petrolio lungi dal trarne vantaggi soffra gli effetti di uninflazione ancora pi galoppante che altrove, e il degrado territoriale prodotto da modalit di estrazione poco rispettose dellambiente per esempio nel il mancato intervento immediato della Shell per fermare le fuoriuscite di petrolio e bonificare la zona inquinata a Bodo, ha devastato la vita di decine di migliaia di persone.

Un risorsa come il petrolio, che altrove rende ricchi, per la Nigeria stata definita una tragedia. Il petrolio scorre dove la terra sanguina, ha scritto Amnesty International.

Anche in un altro Stato inventato dagli occidentali, lIraq, dove per qualche decennio la malattia stata sedata non sconfittalo si deve alla violenza di una dittatura, dove i sunniti, che occupano la parte del paese priva di petrolio, hanno imposto la loro terziet a sciiti del sud e curdi del Nord, entrambi con miliardi di barili di greggio ancora sepolti nel sottosuolo.

Liberato dagli americani, le violenze, anche l in superficie etnico-religiose, sono puntualmente riprese. Per tacitare il malessere sociale, nelle fasi di quotazioni alte i governi varano ambiziosi programmi pubblici e sovvenzionano i prezzi politici per i generi di prima necessit, misure che sono sostanzialmente costretti a proseguire anche quando i prezzi vengono fatti calare; naturalmente indebitandosi, prendendo i denari a prestito dagli stessi che manovrano le quotazioni del barile.

Insomma, le malattie economiche non evolvono in modo differente da quelle che affliggono la salute degli uomini. Ad esempio nei paesi capitalistici sviluppati la mortalit da parto e infantile ai minimi termini; perfino una malattia solo venti anni fa devastante, come lAids, sotto controllo. Altrove, continuano a essere dei flagelli. Unanalogia, ovviamente, non casuale.

Che cos la controrivoluzione araba? Ci che chiamiamo controrivoluzione un processo contemporaneo alla rivoluzione, che in alcuni casi le strettamente connesso, e che si presenta nella forma di un insieme di strategie, di resistenze o di blocchi, il cui obiettivo tanto ostacolare i processi di democratizzazione e di allargamento del controllo popolare scaturito da quei movimenti chiamati rivoluzioni arabe, tanto restaurare forme di controllo messe in crisi, indebolite o distrutte da parte delle insurrezioni, in Tunisia, Egitto, Libia o altrove.

Si tratta di strategie legate a forze politiche o economiche interne o di strategie di potenza dispiegate su un piano internazionale. Il tema della controrivoluzione sta diventando in questi paesi un discorso molto diffuso, dove spesso pu assumere la forma di una lotta di potere o di una lotta dinfluenza tra diversi attori concorrenti allinterno di una stessa corsa per il potere e per le risorse, come conseguenza della caduta dei regimi precedenti.

Oppure pu assumere la forma di teorie cospirazioniste, utilizzate da campi diversi, come espressione giustificatoria di singole politiche. Per questo oggi assolutamente cruciale sviluppare una definizione meno relativa, meno polisemica del concetto operativo di controrivoluzione. Nel concetto di controrivoluzione c comunemente lidea di un elemento preesistente alla rivoluzione che tornerebbe per ristabilire un ordine ex ante.

Io intendo qualcosa di diverso, poich non si tratta semplicemente dellurto tra ci che cera prima e ci c dopo. In realt credo che in nessun momento storico, rivoluzioni e controrivoluzioni siano mai state la semplice successione di due fasi ben separate e distinte. Questa visione vale solo per i manuali di storia e per certe teorie meccaniciste. In realt, il problema oggi quello della preesistenza del passato o, meglio, di come il passato si riproduca. Come dicevo poco sopra, tale questione pu porsi anche nella forma di teorie cospirazioniste.

Intendiamoci, non vorrei che lespressione teoria cospirazionista venisse intesa in modo volgare, poich queste teorie spesso si fondano su una base di verit che viene disinnescata da letture e interpretazioni che possono essere oscure o personalizzanti. Mi spiego, nei diversi paesi toccati dalle rivoluzioni arabe le parole utilizzate sono molto diverse.

In Tunisia, ad esempio, nel parlare di controrivoluzione si utilizza spesso unespressione che tradotta significa mani nascoste. In Egitto si utilizza unaltra espressione che significa avatar, gli avatar del vecchio regime. In via generale ci che viene indicato con esse ci che resta dei dispositivi di coercizione o delle reti di potere economico maggiormente convergenti con i regimi dittatoriali precedenti.

Questi interi blocchi di apparati di sicurezza o di borghesia parassitaria legata ai vecchi regimi, che continuano a esistere, nel tentativo di riposizionarsi si sono da subito alleati a un certo numero di altri attori e di altre reti politici, economici, sociali tanto interni a questi paesi quanto internazionali.

Si tratta di dispositivi con una certa efficacia. Soprattutto quando le alleanze si traducono in strategie di riposizionamento allinterno della nuova configurazione politica o di ripresa di controllo, con varie gradazioni, dei nuovi assetti del potere. Pi semplicemente in strategie di riciclaggio. Si tratta comunque di strategie flessibili che tengono conto di dinamiche esistenti, incluse dinamiche di trasformazione sociale rispetto alle quali possono essere tanto degli oppositori quanto degli alleati, degli sponsor o dei sostenitori, ricollocandosi cos per le fasi a venire in funzione dei rapporti di forza.

Possiamo chiederci se vi siano paesi in cui queste strategie sono pi forti o pi efficaci, pensando alla differenza degli esiti provvisori delle rivoluzioni arabe. C una grande differenza tra la situazione tunisina e quella egiziana, questo per molte ragioni. Una delle ragioni risiede nella struttura del potere del vecchio regime. In Egitto esso si caratterizza per un esercito estremamente influente e affatto isolato dal tessuto sociale, ovvero che dispone, da un lato, di una base e di legami con la popolazione e, dallaltro, di una forza economica rilevante, oltre ai classici fattori di potenza per un esercito, cio il numero degli effettivi e i mezzi materiali.

Un esercito che ha goduto di flussi finanziari molto importanti provenienti da altri Stati, oltre che di aiuti materiali esterni molto rilevanti provenienti dagli Stati Uniti, e che non pu essere considerato come un corpo separato dal potere di Mubarak il quale, a prescindere dal filone clanistico o famigliare di cui era rappresentante, rimasto fino in fondo unespressione della gerarchia e del potere militare.

Un potere militare che non stato messo in discussione dalla prima fase della rivoluzione egiziana, che stato considerato e si comportato come il paradossale garante della continuit dello Stato, ma pretendendo al contempo di figurare come il garante della continuit della rivoluzione.

Un esercito che dunque contemporaneamente lespressione della preservazione di ci che del vecchio regime pu essere preservato e lespressione di una volont di preservazione dello Stato egiziano, e tocchiamo qui un punto importante e complesso.

Quando il movimento rivoluzionario ha preso piede in Egitto, un certo numero di forze economiche essenzialmente forze di tipo liberista presenti allinterno del paese e alcune delle potenze tutelari a livello regionale e internazionale hanno preso atto della nuova situazione, e si sono preoccupate di promuovere le forze della preservazione, di un vecchio ordine che era loro favorevole, ma si sono anche applicate, con una capacit di adattamento assai notevole, a promuovere parzialmente il campo rivoluzionario.

Questo al fine di avere la possibilit di mantenere un controllo sul nuovo regime a condizione che nuovo regime vi siama anche di fare in modo, laddove venisse meno la forza di controllo, che il nuovo Stato fosse molto fragile, o al limite suscettibile di disintegrarsi.

Perch la ricomposizione di forme di controllo sulla base di un nuovo ordine tanto pi facile se lo Stato debole o un failed State. Per questo lesercito egiziano si vede, si visto, ed visto, anche da una parte della popolazione, come tanto lagente della controrivoluzione quanto come il principale attore che resiste alla versione caotica della controrivoluzione, alla versione libica o balcanica.

Si tratta di realt estremamente ambigue, un po ovunque. In Egitto persino il movimento rivoluzionario insieme un fattore di approfondimento della dinamica popolare, di allargamento del controllo popolare sullo Stato, e un fattore di disintegrazione di ci che pu costituire la garanzia della conservazione di unindipendenza nazionale e delle condizioni di una democrazia che non assuma il volto di una guerra civile, larvale o meno.

Questa una delle specificit dellEgitto rispetto alla Tunisia, dove il problema dellesercito non si pone in modo altrettanto importante. Forse tutto questo dipende anche del fatto che allinterno della regione la Tunisia rappresenta molto meno dellEgitto un anello cruciale, dal punto di vista militare, dellaccesso alle risorse e dunque lintervento dei diversi interessi economici e geostrategici nazionali e internazionali sia meno violento. Ci sono poi altri fattori di differenza tra la Tunisia e lEgitto.

Il fattore della composizione stessa del movimento insurrezionale che sfociato in quella che chiamiamo la rivoluzione: in Egitto si tratta di un movimento che rimasto estremamente urbano e molto isolato da una grossa parte della popolazione, cosa che fin quasi da subito non accaduta in Tunisia, dove il movimento si allargato pressoch alla totalit del territorio del paese e a strati sociali molto diversi che si sono alleati in un arco temporale piuttosto breve dal 17 dicembre al 14 gennaio In Egitto, anche questa la debolezza del campo rivoluzionario.

Debolezza che fa s che possa essere combattuto con maggiore efficacia da parte dei suoi avversari, ma anche manipolato pi facilmente da eventuali padrini.

Per paradosso, questo fattore costituisce anche ci che definire il potenziale estensivo della rivoluzione egiziana, suscettibile di allargarsi ulteriormente a settori sociali che funzionano da riserva della rivoluzione. Laddove in Tunisia, si tratta di un potenziale intensivo, rispetto al quale in gioco c solo la crescita della capacit di organizzazione, di immaginazione e di elaborazione di unarea sociale che ha raggiunto una superficie che socialmente pu solo restringersi.

Potremmo avere delle evoluzioni contraddittorie, in Tunisia ad esempio il principale partito religioso ha votato a favore della parit di genere con alternanza obbligatoria alle elezioni, si impegnato a non mettere mano allo statuto delle libert personali del periodo di Bourguiba, ma a volte emergono a discorsi o pratiche retrograde che vengono tutti dal loro sacco.

Ma tutto questo oggetto di rapporti di forza che non corrispondono alle suddivisioni che supponiamo. Ovvero, si tratta di rapporti di forza che possono opporre il campo dei secolari e il campo dei religiosi, ma anche campi diversi proprio allinterno di ciascuno di questi schieramenti. Questo riguarda i costumi e le relazioni di genere, ma lo stesso accade per le questioni sociali, i rapporti di lavoro, i rapporti di produzione, le scelte politiche e finanziarie: le posizioni non corrispondono affatto alla suddivisioni quali le immagina la stampa internazionale, che ha la tendenza a dividere tutti questi paesi tra barbuti e sbarbati o tra velo e minigonna.

Cosa legata anche al fatto che qui non c alcun soggetto in grado, quale lesercito in Egitto, di mantenere un controllo sulla situazione e dove un consenso politico molto allargato sfociato in un processo costituente, ovvero un processo che rifonda in tutto e per tutto le istituzioni dello Stato, lasciando da parte, almeno teoricamente o almeno per il momento, ci che resta del vecchio regime, un vecchio regime che conserva resti importanti ma che non sono dotati della stessa forza durto dellesercito in Egitto.

Si tratta di settori dellamministrazione e dellapparato di sicurezza, i quali non sono capaci di strategie di controllo offensive ma sono capaci di strategie inerziali che rendono pi stretto il margine di manovra del processo di trasformazione politica.

Questo ha fatto s che lo scontro tra forze 8. Per quanto riguarda gli attori politici presenti. Non possiamo dire che le forze politiche di ispirazione religiosa siano in quanto tali ascrivibili a fattori controrivoluzionari. Tanto in Tunisia che in Egitto, gli islamisti possono essere sia con la rivoluzione che con la controrivoluzione. Il campo politico di ispirazione religiosa attraversato da entrambe le strategie, ovviamente dipende da ci che sintende con rivoluzione.

Io assumerei una definizione semplice, la rivoluzione un cambiamento radicale, quelli che stanno sotto vanno sopra direbbe Mario Tronti. O, in termini pi propri alla fisica, il compimento di un ciclo e linizio di uno nuovo. Non credo che la rivoluzione centri niente col progresso. Tornando alla questione delle forze politiche islamiste: in Tunisia, ad esempio, ci che pu fare ostacolo a un processo di profonda trasformazione sociale che sia il prolungamento di quanto stato espresso nel corso della rivoluzione la rivendicazione di libert, giustizia, dignit non sono gli islamisti in quanto tali o i non islamisti in quanto tali, ma la conservazione della questione religiosa o identitaria come la principale discriminante politica.

La prima delle rivoluzione delle primavere arabe, quella dellottobre in Algeria, sfociata in una sceneggiatura caricaturale che ha trasformato un movimento sociale di cambiamento radicale in uno scontro frontale sulla discriminante tra religiosi e non religiosi, traducendosi poi in una guerra civile e in opzione militare.

Questa sceneggiatura caricaturale pu essere alimentata tanto da posizioni, tendenze, pratiche, politiche particolarmente settarie dalla parte del campo politico di ispirazione religiosa o da discorsi dello stesso tenore provenienti dal cosiddetto campo di ispirazione laica. Il problema della traduzione politica dei concetti di giustizia, di uguaglianza, di libert, che sono concetti molto importanti per gli eventi tunisini ed egiziani, da parte degli uni o degli altri, e sar oggetto di continui.

Lintervento internazionale in Libia stato un tassello fondamentale della presa in conto, da parte di Stati Uniti e Unione Europea, di una dinamica ineluttabile che avrebbe portato alla loro esclusione da questa regione, un tassello fondamentale delle strategie di assorbimento o di controllo di questa dinamica.

Ma contrariamente a ci che potremmo credere, tutto ancora da giocare. Anzitutto, quanto accaduto in Libia non significa che si sia assistito a un trionfo americano. Aspetto ancora qualcuno che possa provare concretamente che gli Stati Uniti controllano il territorio libico in una forma qualunque.

Chiunque vada in Libia, potendo godere di un rapporto di fiducia con i libici, la frase che sente pi spesso un proverbio che tradotto significa Chi non ha protettore, pu chiamare zio anche il cane. In Libia questa lopinione dominante su Obama, Sarkozy, Berlusconi ecc. Oggi la situazione ancora aperta, occorrerebbe aspettare che alcune dinamiche si stabilizzino, ma non credo che sia per forza scontato che tutto proceda verso il ripristino di una regione sotto controllo.

Ben inteso, si trattato di una strategia di riposizione molto importante. E ha rivelato che non cos facile passare in tre mesi da una regione americana a una regione postamericana.

Ma non siamo comunque pi dentro la regione americana dellanno scorso. Credo che per il futuro assisteremo a evoluzioni di forze contraddittorie, i processi in corso non sono chiusi e persino le alleanze che appaiono scontate dovrebbero essere guardate con maggiore circospezione.

Penso ad esempio ai posizionamenti molto ambigui e contradditori di paesi quali la Turchia o il Qatar, che conservano una solida alleanza con gli Stati Uniti rinegoziando con essi alcuni rapporti regionali e rivendicando per s una capacit di stabilizzazione e quindi di destabilizzazione che impone un riequilibrio regionale delle forze e una rimessa in discussione di relazione primitivamente coloniali.

Ci sono, inoltre, altri soggetti di cui tenere conto. Ma, oltre agli Stati, c un soggetto che ha largamente dimostrato le propria capacit di intervento. Questo soggetto il popolo: in modo pressoch unanime in tutta la regione, il popolo ritiene che I Fuggiaschi - Tipperary / Proprio Lei (Vinyl) rivoluzione significhi anche frattura con lordine mondiale dominante.

Testo ricavato da unesposizione orale. Trascrizione e traduzione dal francese di Ilaria Bussoni. Non solo dal punto di vista materiale, per mano del governo Monti adesso e degli ultimi disperati atti compiuti dal governo Berlusconi prima di affondare. Linsofferenza un buon segno, significa che finalmente quello che era un tema da convegni universitari o un oggetto stravagante per piccole consorterie di giuristi esploso, diventato un paradigma vitale che offre a un elevatissimo numero di persone la possibilit di interpretare gli eventi globali e locali il cronicizzarsi della crisi economica, la qualit delle soluzioni proposte in un modo alternativo al dogma liberista.

Si trattato di un passaggio violento, che in Italia ha preso la forma del colpo di scena primaverile del referendum e delle elezioni amministrative. Contro ogni previsione, in un clima mefitico, governo, opposizione e media hanno dovuto prendere atto che la popolazione stava ragionando con strumenti diversi dai loro: lacqua, lenergia e le citt erano diventati beni comuni da sottrarre alla logica della merce.

Un pensiero elaborato localmente dalle associazioni, dai movimenti, dalle reti non istituzionali, ma collegato alle lotte internazionali pi avanzate, dai movimenti contro il land grabbing in India, in Africa e Sudamerica ai vari Indignados e Occupy, alle mobilitazioni studentesche, contro il precariato, contro le politiche di chiusura delle frontiere.

Sul piano della prassi la reazione stata immediata: gi in estate un decreto annullava tecnicamente lesito referendario, reintroducendo di fatto la privatizzazione dellacqua, poi in autunno sotto la minaccia della crisi si avviata una politica di privatizzazioni e liberalizzazioni senza precedenti. Pi in generale, passata lidea che la democrazia diretta negativa, anzi dannosa agli effetti della governabilit di un paese, e quindi le espressioni della volont della popolazione vanno ignorate, avversate o meglio eliminate sul nascere, come successo in Grecia per il referendum sul debito o in Italia con il referendum sul sistema elettorale.

Molti gridano al golpe o ritengono che stiamo vivendo una sospensione temporanea del diritto, in una logica da stato di eccezione. Tuttavia, come spiegano Massimiliano Guareschi e Federico Rahola nel loro ultimo, bellissimo libro Chi decide?

Critica della ragione eccezionalista ombre corteevocare leccezione significa chiamare in causa la sovranit, lidea tutto sommato rassicurante di qualcuno che decide. Ma oggi davvero possibile identificare un soggetto unico della decisione e distinguere chiaramente un dentro e un fuori rispetto a cui si esercita la sua autorit?.

Il continuo ricorso allemergenza la crisi, il debito, lEuropa in questo caso pi che altro un dispositivo retorico utile a stabilire un nesso con la necessit ineluttabile, di fronte alla quale non pu darsi scelta, ma solo una reazione obbligata: il suo contenuto non la decisione politica di tradire la volont popolare sospendendo lo stato di diritto, ma limpossibilit strutturale di decidere sul proprio territorio per effetto del processo globale di sovrapposizioni e conflitti tra sovranit geograficamente sparse.

La consapevolezza riguardo a questa geografia multiscalare che rende le forme di governo localmente definite Stato, amministrazione regionale, comunale ecc. Se possibile invalidare un referendum, in barba alla Costituzione, chiaro ormai che il principio della delega definitivamente morto. Per imporre la propria volont politica la popolazione non pu pi semplicemente affidarsi al voto, seppure referendario, ma costretta a una mobilitazione permanente tanto nelle forme partecipative che in quelle conflittuali.

Proprio perch lanalisi della propriet su cui essa si fonda non solo mette a nudo linconsistenza delle pretese di autonomia del politico e del diritto dalla sovranit del mercato e degli altri attori internazionali, organizzazioni governative e non governative, ma appunto implica anche un ritiro della delega quasi totale di cui finora politici e istituzioni hanno goduto nelle nostre democrazie.

Le politiche dei beni comuni non sono realmente attuabili senza il controllo e la partecipazione costante della popolazione o, nellipotesi pi radicale, senza lappropriazione della sovranit. Il pi benintenzionato dei governanti non riuscir mai a rendere veramente comuni, ovvero accessibili a tutti e inalienabili, i beni e i servizi che ora sono di propriet pubblica e quindi considerati come privatizzabili e liberalizzabili a piacimento quando occorra fare cassa senza coinvolgere direttamente le energie positive e negative della collettivit.

E questo, insieme alla capacit di mobilitazione che le politiche dei beni comuni effettivamente possiedono, incute timore al ceto politico dominante. Pi complessa la questione della diffidenza di molti intellettuali e attivisti nei confronti dellegemonia che il comune e i beni comuni stanno assumendo nel discorso politico.

In grandissima parte il fenomeno dovuto alle ambiguit di un pensiero che ancora in fieri, e che viene declinato in modo molto diverso a seconda dei contesti, pi orientati alla speculazione o allazione politica diretta.

Nel panorama italiano appaiono sotto molti aspetti distanti le posizioni assunte da Toni Negri, Ugo Mattei e Alberto Lucarelli.

Con Commowealth Comune. Oltre il privato e il pubblico, RizzoliNegri e Hardt istituiscono. I beni comuni sono linsieme di ricchezze naturali e artificiali, appartenenti al mondo materiale, e di pratiche, conoscenze, linguaggi, informazioni che scaturiscono dallinterazione tra gli uomini: opporsi alla loro espropriazione da parte di un capitale ormai orientato alla rendita pi che alla sfera del profitto tradizionalmente inteso la chiave fondamentale per scardinare le relazioni immanenti tra sovranit, diritto e propriet che definiscono i rapporti di forza contemporanei.

In questa prospettiva non c alcuno spazio per il pensiero ecologista legato alla scarsit dei beni o alle nostalgie comunitarie: Hardt e Negri avversano con la massima energia il modello della decrescita con tutti i suoi annessi e connessi.

Allopposto, levoluzione delle riflessioni di Ugo Mattei, dal volume del curato assieme a Reviglio e Rodot, Invertire la rotta.

DISCO/RECORD TYPE 7" Juke-box 45 giri i fuggiaschi tipperary / proprio lei 7 ciao. Tags: bang, milena, cantu, backy, fuggiaschi, come, adriano, side, etichetta, /don Cantalupo. 14 I Pocket's - Proprio Lei 15 Danny Lorin - Misery 16 Danny Lorin - I Saw Her Standing There 1 I Fuggiaschi - I Should Have Known Better 2 I Fuggiaschi - If I Fell 3 I New Dada - Il mio tesoro Vinyl, 12", 33 ⅓ RPM Paese: Italy Uscita: Genere: Electronic Stile: Italo-Disco. 13 fuggiaschi - droga () 14 fuggiaschi - ma se () 15 fuggiaschi - proprio lei () 16 anime - penso sempre agli occhi tuoi () 17 anime - il mondo È contro di me () 18 anime - bimba non piangere () 19 gene guglielmi - e voi, e voi, e voi () 20 gene guglielmi - i capelli lunghi () 21 i delfini - sono giÙ ().

alfabeta2. Mensile di intervento culturale Marzo Numero 17 Anno III euro 5, 17 + alfalibri. DIMITRI DELIOLANES: Grecia, anno zero, TANIA RISPOLI: Il governo dei Professori di Ferro FEDERICO CAMPAGNA: In marcia verso la catastrofe ALBERTO LUCARELLI: Unione Europea, un modello senza democrazia LUCIA TOZZI: Beni comuni un anno dopo, FRANCO PIPERNO: Il vento .

Proprio nel momento in cui il successo stava per decollare, tre componenti (Brega, Cinque e Giannattasio) uscirono dal gruppo. Non fu la fine, ma la rigenerazione. Per le registrazioni di "Miradas" si affiancarono ai membri superstiti Carla Murtas (voce), Maurizio Giammarco (sax) e Marcello Vento, ex Alberomotore (batteria). Vinyl and CD 1 – 23 of Genre Show. Cat# Artist Title (Format) Label Cat# Country Year; ACC-SP I Fuggiaschi: Tipperary 2 versions: CR Italy: Sell This Version: 2 versions Lei Non Può / La Mia Ciccia.

I Fuggiaschi A: Nulla Di Me B: Droga: Ciao! Ragazzi! Italy: CR 7" 0: I Fuggiaschi A: Tipperary (It's A Long Way To Tipperary) B: Proprio Lei: Ciao! Ragazzi! Italy: CR. 7" 0: I Fuggiaschi A: Alleluia B: Mah Se: Totem Italy: TO 1: 7" 0: I Fuggiaschi A: Gira Gira B: Saludos Amigos: Jolly Italy: J X

I Fuggiaschi: Nulla di me/Droga: CR. Таня: L'hawaiana/Il tuo nome: CR. Іко Черутті: Quando il sole scenderà/Va bene fai tu! CR. Піладе: Charlie Brown/In tredici: CR. I Fuggiaschi: Tipperary/Proprio lei: CR. Піладе: Shenandoah/Charlie Brown: CR. Іко. Visit liehageludedownfumetheamegilern.coinfo's Claudio Magris Page and shop for all Claudio Magris books. Check out pictures, bibliography, biography and community discussions about Claudio Magris.

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9 Commments

  1. I Fuggiaschi: Nulla di me/Droga: CR. Таня: L'hawaiana/Il tuo nome: CR. Іко Черутті: Quando il sole scenderà/Va bene fai tu! CR. Піладе: Charlie Brown/In tredici: CR. I Fuggiaschi: Tipperary/Proprio lei: CR. Піладе: Shenandoah/Charlie Brown: CR. Іко.
  2. Ma a un certo punto, non so bene come, lei inizia a parlare di Mosul, di come tutto era diverso, di non so che attentato mentre andava a scuola in pullman (è molto scossa e il suo inglese si fa.
  3. Proprio nel momento in cui il successo stava per decollare, tre componenti (Brega, Cinque e Giannattasio) uscirono dal gruppo. Non fu la fine, ma la rigenerazione. Per le registrazioni di "Miradas" si affiancarono ai membri superstiti Carla Murtas (voce), Maurizio Giammarco (sax) e Marcello Vento, ex Alberomotore (batteria).
  4. Apr 14,  · CR Lato B Secondo ed ultimo 45 giri inciso da I Fuggiaschi su etichetta Ciao Ragazzi.
  5. Euterpe era la musa della musica, secondo la mitologia greca. Questo blog tratta di musica: classica, leggera, pop (come recitava Vanna Brosio presentando "Adesso musica"). Sono quindi presenti nel blog recensioni di dischi e di libri su argomenti musicali, accompagnate da immagini, con un occhio di riguardo (anche se non esclusivo) per la musica prodotta sotto la Mole.
  6. I Fuggiaschi (/68) 45 giri - Mama Che Caldo/Io Che Giro Il Mondo (Clan, Don Backy e I Fuggiaschi) - Tipperary / Proprio Lei (Ciao! Ragazzi).
  7. Avuti nelle mani duede' di lei assassini Gonzales e Coello, dopo indicibili tor- menti fece loro strappare il cuore sotto i proprii occhi. Si affrettb poi di far noto a tutto il Regno il proprio ma- trimonio con lnes: ordinb si fabbricassero nel mona- slero d'Abobassa due sepolcri di bianco marmo sopra imo de'quali stavasi cinta di regale.